Fair play.

Da Giulio Alfieri, Lorenzo Ansuisi e Jacopo Favero.

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Fair play sta per gioco leale o gioco corretto e si basa sul rispetto delle regole e sul rispetto dei propri compagni e avversari.

Il fair play è stato instaurato per evitare scontri, grandi litigi tra i concorrenti, la cosiddetta violenza agonistica. La valutazione del fair play può cambiare in base ai casi per costituire un criterio meritocratico dal punto di vista agonistico, rifacendosi alla correttezza di atleti e squadre. Un esempio, in senso calcistico, è relativo ai mondiali 2018 in cui la nazionale giapponese si è qualificata a scapito di quella senegalese in virtù del minor numero di cartellini gialli ricevuti.

FIFA fair play award.

Il FIFA Fair Play Award è un riconoscimento assegnato dalla FIFA a persone o enti legati al mondo del calcio che si rendono protagonisti, all’interno di esso, di comportamenti ispirati al fair play, cioè ai valori di lealtà e correttezza sportiva. È assegnato annualmente a partire dal 1987, con la sola eccezione del 1994.

AnnoVincitoreMotivazione
1987 Tifosi del Dundee United Football ClubPer il loro comportamento al termine della finale di ritorno della Coppa UEFA 1986-1987. I tifosi scozzesi andarono a festeggiare assieme ai tifosi vincitori del Göteborg.[1]
1988 Frank OrdenewitzIl giocatore del Werder Brema ammise di aver commesso un fallo di mano in area di rigore che non fu notato dall’arbitro nel match contro il Colonia di Bundesliga 1987-1988. Ordenewitz spiegò che avrebbe fatto la stessa cosa nuovamente in quanto questo gesto era in linea con la sua concezione di sportività.[2]
Spettatori al torneo di Calcio dei XXIV Giochi OlimpiciPer il loro comportamento sportivo e composto.
1989 Tifosi di Trinidad e TobagoPer il loro comportamento al termine della sconfitta contro gli USA: un pareggio nell’ultima giornata del Campionato CONCACAF 1989 avrebbe significato una storica qualificazione ai mondiali di Italia 90.
1990 Gary LinekerPer i suoi 15 anni da calciatore professionista senza mai ricevere ammonizioni o espulsioni.
1991 Federazione calcistica della SpagnaPer il modo in cui tutte le componenti sono state coinvolte in attività di promozione del fair play.
 JorginhoPer l’esempio dato in campo e fuori dal campo durante la sua carriera.
1992 Federazione calcistica del BelgioPer aver promosso la campagna di fair play “Football in Peace” e per aver sostenuto il progetto benefico “Casa Hogar” a Toluca, in Messico.
1993 Nándor HidegkutiPer l’esempio dato come giocatore e come allenatore durante la sua carriera.
 Federazione calcistica dello ZambiaIn memoria dei 18 giocatori della Nazionale di calcio dello Zambia, e del relativo staff, deceduti in un incidente aereo nel 1993 e per il conseguente sforzo per ricostruire da zero la nazionale, la quale successivamente andò vicinissima a qualificarsi per USA 94.
1994Non assegnato
1995 Jacques GlassmannPer aver denunciato, nel periodo di militanza al Valenciennes un tentativo di corruzione fatto a lui e ai suoi due compagni di squadra, Christophe Robert e Jorge Burruchaga, dal giocatore marsigliese Jean-Jacques Eydelie (compagno di squadra nel 1987-1988 al Tours) e dal dirigente Jean-Pierre Bernès.
1996 George WeahPer aver dimostrato amore per il gioco del calcio e aver lanciato messaggi di fair play al numero più grande possibile di persone.
1997 Tifosi dell’IrlandaPer i loro comportamenti esemplari prima delle partite, specialmente in quella contro il Belgio negli spareggi di qualificazione al Mondiale di Francia 1998.
 Jozef ZovinecPer i suoi 60 anni di calcio a livello amatoriale senza mai ricevere un cartellino né giallo né rosso.
 Julie FoudyPer i suoi sforzi contro lo sfruttamento del lavoro minorile.
1998 Federazione calcistica degli Stati Uniti d’AmericaPer la sportività dei rispettivi paesi durante il Campionato mondiale di calcio 1998 in cui le due nazionali si sono sfidate, nonostante le tensioni politiche in quel periodo.
 Federazione calcistica dell’Iran
 Federazione calcistica dell’Irlanda del NordPer aver cercato di avvicinare la comunità cattolica e quella protestante con una partita a Belfast tra Cliftonville e Linfield.
1999 Comunità calcistica della Nuova ZelandaPer essersi impegnata a rendere il Campionato mondiale di calcio Under-17 1999 un successo.
2000 Lucas RadebePer il suo lavoro contro il razzismo.
2001 Paolo Di CanioAi tempi del West Ham, per aver volontariamente preso il pallone con le mani interrompendo l’azione in quanto il portiere avversario Paul Gerrard dell’Everton, a cui aveva la possibilità di segnare una rete, era a terra infortunato.
2002 Comunità calcistica del GiapponePer aver dimostrato spirito di fratellanza e sportività nell’organizzazione del Campionato mondiale di calcio 2002
 Comunità calcistica della Corea del Sud
2003 Tifosi del Celtic Football ClubPer il loro comportamento esemplare al termine della sconfitta nella finale di Coppa UEFA 2002-2003
2004 Federazione calcistica del BrasileCome riconoscimento per l’incontro benefico tra Brasile e Haiti, in cui i biglietti sono stati offerti in cambio delle pistole.
2005 Comunità calcistica di IquitosPer il loro pieno sostegno nell’organizzazione del Campionato mondiale di calcio Under-17 2005, per il loro comportamento esemplare verso tutte le squadre partecipanti e il loro incredibile contributo al calcio.
2006Tifosi del mondiale 2006In riconoscimento del sostegno del club per le cause umanitarie e programmi di sviluppo a favore dei bambini di tutto il mondo.
2007 Futbol Club BarcelonaPer aver rifiutato sponsorizzazioni sulla maglia e aver promosso invece il marchio di UNICEF.
2008 Federazione calcistica della TurchiaPer aver rispettivamente incoraggiato i propri Paesi al dialogo, in quanto ufficialmente non esistevano relazioni internazionali tra essi.[3]
 Federazione calcistica dell’Armenia
2009 Bobby RobsonInsignito postumo per le “qualità signorili che mostrò durante tutta la sua carriera da giocatore e da allenatore”[4]
2010 Nazionale Under-17 di calcio femminile di HaitiPer essere andati avanti coraggiosamente “nonostante il peggior tipo di sofferenza, perdita e dolore dopo il devastante Terremoto di Haiti del 2010“[5]
2011 Federazione calcistica del GiapponePer aver dovuto sopportare i molti disagi a seguito del terremoto che ha colpito il proprio paese nel marzo 2011, durante il quale molte persone hanno perso la vita. La squadra ha dimostrato grande coraggio nell’arrivare alla finale di Coppa del Mondo femminile del 2011.
2012 Federazione calcistica dell’UzbekistanPer il fair play mostrato dalle squadre nazionali uzbeke e dalle squadre di club locali che hanno partecipato alle competizioni della confederazione asiatica.
2013 Federazione calcistica dell’AfghanistanPer “la dedizione e il duro lavoro per sviluppare il calcio a livello di base” e “per aver costruito le basi per il gioco, organizzando un campionato nazionale in mezzo alla violenza e alla distruzione”[6].
2014Volontari che lavorano alle competizioni FIFAPer “aver speso il loro tempo e la loro energia per aiutare la FIFA ad organizzare la miglior Coppa del Mondo possibile. Essi portano entusiasmo e calore e rendono speciale ogni torneo. Senza queste persone la FIFA non sarebbe stata capace di organizzare i suoi eventi in tutto il mondo”[7].
2015Gerald Asamoah e a tutte le organizzazioni e i club calcistici di tutto il mondo che lavorano per aiutare i rifugiatiPer aver offerto supporto ai rifugiati di guerra.
2016 Atlético NacionalPer la richiesta fatta alla CONMEBOL di premiare la Chapecoense con la Coppa Sudamericana 2016 dopo il disastro aereo
2017 Francis KonéPer aver salvato la vita di un avversario prestandogli il primo soccorso in campo dopo uno scontro di gioco.
2018 Lennart ThyPer aver saltato una partita di Eredivisie per donare cellule staminali ad un paziente con la leucemia.
2019 Marcelo Bielsa e il  Leeds UtdPer aver lasciato segnare gli avversari dopo aver realizzato un gol con un calciatore a terra.
2020 Mattia AgnesePer aver soccorso un avversario dopo uno scontro di gioco, che aveva perso conoscenza praticandogli la respirazione bocca a bocca salvandogli la vita.
2021 Simon Kjær e relativo staff medicoPer aver salvato la vita del centrocampista Christian Eriksen prestandogli il primo soccorso in campo dopo un arresto cardiaco.
2022 Luka LochoshviliPer aver soccorso il centrocampista Georg Teigl, che aveva perso conoscenza dopo uno scontro di gioco con un avversario, salvandogli la vita.
2023 Nazionale di calcio del BrasilePer aver indossato una maglia tutta nera nell’amichevole contro la Guinea nel giugno 2023, come gesto di anti-razzismo.
2024 Thiago MaiaPer i suoi sforzi nell’aiutare la popolazione durante l’alluvione in Brasile di maggio 2024.
2025 Andreas Harlass-NeukingPer aver salvato la vita di un tifoso durante la partita Jahn Ratisbona-Magdeburgo.

La Carta del Fair Play

La Carta del Fair Play, varata nel 1975 dal C.I.F.P. (Comitato Internazionale Fair Play), è un decalogo internazionale dei nobili principi a cui dovrebbe ispirarsi chiunque si accosti a qualunque titolo allo Sport.

Qualunque sia il mio ruolo nello sport, anche quello di spettatore, mi impegno a:

1.

Fare di ogni incontro sportivo, poco importa la posta in palio e la rilevanza dell’avvenimento, un momento privilegiato, una sorta di festa.

2.

Conformarmi alle regole ed allo spirito dello sport praticato.

3.

Rispettare i miei avversari come me stesso.

4.

Accettare le decisioni degli arbitri e dei giudici sportivi, sapendo che come me, hanno diritto all’errore, ma fanno di tutto per non commetterlo.

5.

Evitare la cattiveria e le aggressioni nei miei atti, parole o scritti.

6.

Non usare artifici o inganni per ottenere il successo.

7.

Essere degno nella vittoria, come nella sconfitta.

8.

Aiutare ognuno, con la mia presenza, la mia esperienza e la mia comprensione.

9.

Soccorrere ogni sportivo ferito o la cui vita è in pericolo.

10.

Essere realmente un ambasciatore dello sport, aiutando a far rispettare intorno a me i principi qui affermati.

Ecco 15 momenti nel calcio dove abbiamo visto applicare il fair play.

Grazie del vostro ascolto.

Ora vediamo se avete capito.

è il momento di fare kahoot.