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Cos’è l’UNESCO?

L’UNESCO è l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura. Fondata nel 1945, ha sede a Parigi e conta 194 paesi membri. Il suo obiettivo principale è proteggere il patrimonio culturale e naturale del mondo per le generazioni future.

Cosa significa “patrimonio dell’umanità”?

Un sito diventa Patrimonio dell’Umanità quando ha un valore universale eccezionale, cioè è così importante che appartiene a tutta l’umanità, non solo al paese in cui si trova. Oggi nel mondo esistono 1248 siti riconosciuti, distribuiti in 170 paesi diversi.

Perché l’Italia è speciale in questo campo?

L’Italia è il paese con il maggior numero di siti UNESCO al mondo: 61 in totale, di cui 55 culturali e 6 naturali. L’ultimo riconoscimento è arrivato nel 2025 con le Domus de Janas, antiche sepolture preistoriche scavate nella roccia in Sardegna, risalenti al V millennio a.C.

Come si ottiene il riconoscimento?

Ogni paese può candidare un sito. L’UNESCO valuta se ha un valore universale eccezionale, se è ben conservato e se il paese si impegna a tutelarlo nel tempo. La procedura dura anni e non è garantita: molte candidature vengono respinte o rimandate. In Italia ci sono attualmente 31 siti in lista d’attesa per ottenere il riconoscimento.


I siti UNESCO italiani

L’Italia è il paese con il maggior numero di siti UNESCO al mondo. Tra i più significativi troviamo dalla Valle Camonica — primo sito riconosciuto nel 1979 — fino alle Domus de Janas in Sardegna, iscritte nel 2025.


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Siti europei e il confronto tra culture

L’Europa è il continente con il maggior numero di siti UNESCO al mondo. Ogni paese porta la propria storia, la propria lingua, la propria tradizione — eppure tutti questi luoghi condividono lo stesso valore: appartengono all’intera umanità, non solo al paese in cui si trovano. Ecco quattro dei siti europei più straordinari.


Mont-Saint-Michel — Francia — 1979

Abbazia medievale costruita su un’isoletta in Normandia. La marea la isola dal continente due volte al giorno, rendendola uno spettacolo unico al mondo. È uno dei simboli del Medioevo europeo e attira circa 3 milioni di visitatori ogni anno.

Acropoli di Atene — Grecia — 1987

Il Partenone e i templi del V secolo a.C. sono considerati la culla della civiltà occidentale. Democrazia, filosofia, teatro: tutto ciò che l’Europa è oggi nasce qui. Nonostante secoli di guerre e saccheggi, l’Acropoli è ancora in piedi a dominare la città di Atene.

Alhambra — Spagna — 1984

Palazzo e fortezza costruiti dai sovrani mori a Granada tra il XIII e il XIV secolo. È uno degli esempi più straordinari di architettura islamica in Europa, testimonianza di un’epoca in cui culture cristiane, islamiche ed ebree convivevano sulla stessa terra.

Centro storico di Praga — Repubblica Ceca — 1992

Mille anni di architettura europea concentrati in un unico centro urbano quasi completamente intatto. Gotico, barocco, art nouveau: ogni palazzo racconta un’epoca diversa. Praga è uno dei centri storici meglio conservati di tutta Europa.


I siti a rischio

Oggi 53 siti UNESCO nel mondo sono nella Lista del Patrimonio in Pericolo. Le cause sono principalmente tre: guerre e conflitti armati, cambiamento climatico e abbandono. Conoscere questi luoghi e le minacce che affrontano è il primo passo per aiutarli. Ecco i casi più significativi.

Palmira

In pericolo dal 2013. Antica città romana nel deserto siriano, parzialmente distrutta dall’ISIS nel 2015. Il Tempio di Bel e il Tempio di Baalshamin, costruiti quasi 2000 anni fa, sono stati fatti esplodere deliberatamente. Oggi i lavori di restauro sono ancora in corso.

Venezia

Sotto osservazione dal 2021. L’acqua alta sempre più frequente a causa del cambiamento climatico e il turismo di massa, fino a 30 milioni di visitatori l’anno, minacciano la sopravvivenza della città. Nel 2021 l’UNESCO ha minacciato di inserirla nella lista dei siti in pericolo se l’Italia non avesse adottato misure concrete.

Chan Chan

In pericolo dal 1986, è la più antica città precolombiana d’America, costruita interamente in adobe, mattoni di fango essiccato al sole. Le piogge torrenziali causate dal fenomeno El Niño erodono lentamente le sue strutture. Senza interventi continui di restauro, potrebbe scomparire entro pochi decenni.

Questi sono solo tre esempi, ma la lista è molto più lunga. La buona notizia è che l’UNESCO non lascia soli questi siti, anzi, monitora la situazione ogni anno, può stanziare fondi di emergenza e fare pressione sui governi per intervenire. Ma anche noi possiamo fare la nostra parte: possiamo informarci, sensibilizzare chi ci sta intorno e possiamo visitare questi luoghi con il rispetto che si meritano.


“Il patrimonio non è ciò che ereditiamo dai nostri genitori. È ciò che prendiamo in prestito dai nostri figli.”

– Antoine de Saint-Exupéry

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Alessio Scavella, Camilla Palombi, Manuel Brandini